+7 911 916 53 00
Vecchio Testamento
La tradizione dell'Antico Testamento conferiva anche all'uva un significato profondo. È sia L'albero della vita che è cresciuto in paradiso sia la prima pianta piantata da Noè sul monte Ararat dopo il diluvio, come segno di una terra rinnovata e di una benedizione divina. La vite era considerata un simbolo di tutto ciò che era forte, bello e utile. La raccolta dell'uva era percepita come un lavoro gioioso e festoso e l'espressione «sedersi sotto la tua vite e sotto il tuo fico» divenne l'emblema di una vita pacifica e prospera. Al contrario, i disastri imminenti sono stati descritti con le parole «il succo di grappolo piange, la vite fa male». Quindi l'immagine della vite fungeva da misuratore di benessere e pace.
Nuovo testamento
Nel Nuovo Testamento, il simbolismo raggiunge la pienezza. Cristo stesso dice di se stesso: "io sono la vera vite e mio padre è il viticoltore "(GV. 15:1). In questa immagine, diversi significati si uniscono contemporaneamente: la fonte della vita, l'unità dei credenti (come rami che portano frutti) e il sacrificio, perché il succo d'uva viene trasformato nel sangue di Cristo nel sacramento della comunione. Non è un caso che nelle preghiere davanti al calice la vite sia paragonata al dono della salvezza.
Storia Dell'Antica Russia
Nell'antica Russia, questa immagine si rifletteva ampiamente nelle sculture in pietra, negli stipendi delle iconostasi, nel cucito facciale. Il motivo contorto della vite era percepito come una preghiera visibile, come promemoria che ogni cristiano è un ramo alimentato da un'unica fonte di grazia.
Continuazione dell'antica tradizione
È questo significato secolare che L'artista-gioielliere Vladimir Mikhailov reinventa attentamente nel suo lavoro. Nella sua collezione "Grapevine", germogli rigorosi e grappoli maturi prendono vita in metallo prezioso, dagli eleganti anelli di sicurezza incisi all'interno, alle Croci e ai braccialetti traforati. In ogni lavoro fatto a mano nella tradizione della plastica fine di Novgorod, la vite non diventa un ornamento, ma una confessione di fede. Indossare un tale ornamento significa indossare un promemoria delle parole di Cristo e di quella connessione invisibile che collega l'anima all'eternità. I pezzi di Vladimir Mikhailov continuano una tradizione secolare, trasformando il simbolo biblico in un santuario personale e un cimelio di famiglia che verrà tramandato di generazione in generazione.